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lunedì 23 gennaio 2012

Cina: "Pronti ad entrare in guerra in favore dell'Iran"

Il presidente cinese Hu Jintao scuote il mondo con la sua dichiarazione nei confronti degli USA e i suoi alleati in favore dell'Iran: Pechino è pronta a scendere, con il proprio esercito, al fianco dell'Iran in caso di attacco da parte di Washington. La Cina è pronta ad adottare misure di rappresaglia contro ogni azione intrapresa contro l'Iran. A confermare la notizia è stato Vladimir Putin. Le forze armate cinesi sono attualmente in stato di massima allerta, pronti a sostenere l'Iran ad ogni costo, correndo il rischio di entrare nella terza guerra mondiale.


Ma cosa sta succedendo in Iran? Oltre al pericolo della bomba atomica e le idee anti-sioniste e le posizioni anti-americane e anti-occidentali del Presidente Mahmud Ahmadinejād, l'Iran va contro nuove sanzioni.

Si tratta di un embargo petrolifero contro il programma nucleare portato avanti dalla Repubblica Islamica. Ora le nazioni coinvolte hanno tempo fino al primo luglio per rescindere i contratti petroliferi con l'Iran, mentre per i contatti di nuova fornitura lo stop è immediato. 

Gli aytollah minacciano la chiusura dello stretto di Hormuz, possibilità non piaciuta agli Stati Uniti. Lo stretto di Hormuz, che divide la penisola arabica dalle coste dell'Iran mettendo in comunicazione il Golfo di Oman a sud-est con il Golfo Persico ad ovest, è un grandissimo punto di importanza strategica: vi transita circa un quinto di tutto il petrolio prodotto nel mondo.

Non si è fatta attendere la risposta ufficiale da parte dell'Iran: "Se ci dovesse essere una qualsiasi interruzione della vendita di petrolio iraniano, lo Stretto di Hormuz sarà certamente chiuso", queste le parole di Mohammad Kossari, vice-capo del comitato parlamentare per gli affari esteri e la sicurezza nazionale.

La situazione resta tesa. La Terza Guerra Mondiale è questione di ore?



lunedì 16 gennaio 2012

La corsa della benzina



Sale ogni giorno di più, un centesimo alla volta fino ad arrivare alla quota attuale di 1.80 € al litro. Ormai il prezzo della benzina non è proporzionale a quello del petrolio: scende il prezzo del greggio e la benzina resta invariata, cresce il prezzo del petrolio al barile e si alza il costo della benzina. E' tutto un salire verso l'alto. I prezzi lievitano, i portafogli si alleggeriscono, i serbatoi si svuotano.

Sul prezzo della benzina in Italia pesano tasse che ci portiamo sulle spalle da oltre 70 anni e che continuiamo a pagare. Il prezzo complessivo della benzina è composto da un 30% relativo al costo del carburante (raffinazione, trasporto,spese di gestione) e da un vergognoso 52% formato dalle famose accise.

La prima accisa fu introdotta da Mussolini nel 1935: 1,90 lire al litro per finanziare la guerra dell'Abissinia.

Molti accise furono introdotte in modo temporaneo per far fronte ad emergenze, ma si sa come vanno le cose: le cause vengono meno ma le accise non vengono rimosse.

Le accise sulla benzina sono:

  • 0,1 centesimi di euro (1,90 lire) per la guerra di Abissinia del 1935;
  • 0,7 centesimi di euro (14 lire) per la crisi di Suez del 1956;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per l'alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per il terremoto del Belice del 1968;
  • 5,1 centesimi di euro (99 lire) per il terremoto del Friuli del 1976;
  • 3,9 centesimi di euro (75 lire) per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
  • 10,6 centesimi di euro (205 lire) per la missione in Libano del 1983;
  • 1,1 centesimi di euro (22 lire) per la missione in Bosnia del 1996;
  • 2,0 centesimi di euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004;
  • 0,5 centesimi di euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,71 a 0,55 centesimi di euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 4,0 centesimi di euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011;
  • 0,89 centesimi di euro per far fronte all'Alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 8,2 centesimi di euro per il decreto "Salva Italia" nel dicembre 2011.   [Fonte Wikipedia]
A tutto ciò deve essere sommato l'imposta di fabbricazione sui carburanti (70.42 centesimi per la benzina e 59,32 per il diesel). Oltretutto sulle accise viene applicata anche l'IVA dal 21% che va ad incidere di circa 15 centesimi per ciò che riguarda la benzina e di 12 centesimi per ciò che riguarda il Diesel. A ciò deve essere sommato anche le tasse imposte dalle varie Regioni.

E non finisce qui: la manovra finanziaria del 2011, che prevede l'aumento dell'IVA fino al 23% (previsto per la seconda metà del 2012), porterà un rincaro di circa 10 centesimi/litro del prezzo della benzina. Prepariamoci a vedere la benzina intorno ad 1,90€ al litro. 



sabato 14 gennaio 2012

Il potere della benzina



C'è una tregua in Nigeria. I cinque giorni continuati di sciopero generale che hanno messo in ginocchio la Nigeria si fermano per due giorni. Il governo si è detto disponibile al dialogo per ciò che riguarda le sovvenzioni sui carburanti, che con la loro eliminazione, ha scatenato lo sciopero. Importantissime conseguenze economiche, prezzo degli alimenti raddoppiato e aumento del prezzo del carburante. Le cause di tutto ciò sono molteplici.

La Nigeria è uno di quei Paesi in cui il reddito nazionale veno distribuito meno equamente. Il sussidio sulla benzina è fondamentale per una popolazione che è costretta ad usare mezzi a motori per i trasporti e per generare energia elettrica. Non si è investito nel costruire infrastrutture per l'energia e i trasporti, il governo nigeriano ha deciso di sovvenzionare il consumo di carburanti. La Nigeria vende il suo petrolio e compra carburanti raffinati che distribuisce sottocosto alla popolazione.

La corruzione pervade tutto il paese. Non si riesce a spiegare razionalmente quale sia stato il motivo che abbia spinto il presidente e il suo Governo a privare la popolazione di questo sussidio portandola a scatenare un confronto del genere.

Il caos è iniziato. Un popolo con religioni diverse al suo interno combatte unito per un suo diritto e contro un Governo corrotto..e intanto il prezzo del carburante sale anche qui in Italia..quando toccherà a noi?





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