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mercoledì 25 gennaio 2012

Anonymous attacca il sito della Lega Nord e del deputato Fava


Anonymous non si ferma e continua con i proprio attacchi. Dopo gli attacchi in favore di Megaupload (qui l'articolo) e contro la proposta di legge del SOPA (leggi), il gruppo di hacker lascia le proprie tracce anche in Italia.

Sono stati attaccati i siti della Lega Nord e del deputato Giovanni Fava. Gli attacchi riguardano ogni parte del mondo.

La guerra contro il SOPA e in nome della libertà su internet continua, mietendo vittime una dietro l'altra. 

Chi cerca di porre censure al web è a rischio "attacco".

Un "attacco" al deputato fava c'era da aspettarselo: la sua norma, imitando il SOPA e peggiorandolo, non poteva passare inosservata (qui la norma).

L'Italia è sotto l'occhio costante di Anonymous.

Pochi minuti prima dell'attacco anche il sito Italia.gov.it è stato messo offline insieme a quello dell'associazione neofascista Casa Pound.

domenica 22 gennaio 2012

Legge Fava: l'Italia imita il SOPA e lo peggiora



Il 19 gennaio l'onorevole Giovanni Fava, della Lega Nord, ha presentato un emendamento alla legge comunitaria del 2011 che nel proprio contenuto imita e peggiora il disegno legge statunitense del SOPA e va oltre al disegno legge presentato nel mese di settembre del 2011, il quale prevedeva che "chiunque potrà richiedere la censura di contenuti illegali e non vi sarà bisogno di coinvolgere la magistratura".

Secondo la legge Fava "chiunque possa chiedere a un fornitore di servizi hosting di rimuovere qualsivoglia contenuto pubblicato online da un utente sulla base del semplice sospetto, non accertato da alcuna Autorità giudiziaria nè amministrativa, che si tratti di un contenuto che viola i propri diritti d'autore e che, qualora il provider non ottemperi alla richiesta, possa essere ritenuto responsabile."

In questo modo chiunque può richiedere la rimozione di un contenuto che a suo parere viola le normative sul copyright. In questo caso il provider è messo di fronte ad una scelta: assecondare la richiesta oppure assumersi la responsabilità del file. Quale sia la scelta del provider è scontata.

"I fornitori di servizi online che mettano a disposizione del destinatario strumenti o servizi ulteriori, in particolare di carattere organizzativo o promozionale, ovvero adotta modalità di presentazione delle informazioni non necessarie ai fini dell'espletamento dei servizi oggetto del presente decreto, che sono idonei ad agevolare o a promuovere la messa in commercio di prodotti o di servizi a opera del destinatario del servizio siano essi stessi corresponsabili delle violazioni commesse dai clienti." 

venerdì 20 gennaio 2012

Anonymous: vendica Megaupload e scoppia la guerra su Internet



Sono passate già un po' di ore dalla chiusura di Megaupload e di Megavideo da parte dell'FBI in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia Americano e questa azione ha lasciato uno scossone sul web. A muoversi contro la chiusura di Megaupload e di Megavideo è arrivata Anonymous attaccando e rendendo irraggiungibili i siti dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).

Ecco la lista completa dei siti attaccati o per i quali è stato annunciato l'attacco da parte degli Anonymous:

  • Department of Justice (Justice.gov)
  • Motion Picture Association of America (MPAA.org)
  • Universal Music (UniversalMusic.com)
  • Belgina Anti.Piracy Federation (Anti-piracy.be/nl/)
  • Recording Industry Association of America (RIAA.org)
  • Federal Bureau of Investigation (FBI.gov)
  • HADOPI law site (HADOPI.fr)
  • U.S. Copyright Office (Coopyright.gov)
  • Universal Music France (UniversalMusic.fr)
  • Senator Christopher Dodd (ChrisDodd.com)
  • Vivendi France (Vivendi.fr)
  • The White House (Whitehouse.gov)
  • BMI (BMI.com)
  • Warner Music Group (WMG.com)

giovedì 19 gennaio 2012

Com’è andata la protesta contro SOPA e PIPA



Ieri alcuni siti Internet si sono oscurati per 24 ore per contestare due proposte di legge in discussione alla Camera e al Senato degli Stati Uniti, lo Stop Online Piracy Act (SOPA) e il Protect IP Act (PIPA), che secondo molti potrebbero ridurre sensibilmente la libertà e lo spirito “aperto” della Rete. La protesta sembra aver avuto successo, stando a quanto dicono i loro promotori, e ha avuto effetti concreti: alcuni senatori hanno annunciato oggi il ritiro del loro sostegno alle proposte.
Chi ha partecipato
La protesta che ha fatto più notizia è stata quella di Wikipedia, che a partire dalle 6 ora italiana di mercoledì 18 gennaio alle 6 di oggi è stata inaccessibile (o quasi): tutte le pagine sono state “coperte” da una pagina, su sfondo nero, che spiegava le ragioni della protesta e invitava a informarsi sui provvedimenti e a contattare i politici del Senato e del Congresso per manifestare personalmente il proprio dissenso con le leggi in discussione.
La protesta ha coinvolto centinaia di altri siti: Google ha oscurato il suo logo, all’indirizzo Google.com, con un grosso banner nero. Tra gli aderenti ci sono stati anche Mozilla, la fondazione che tra le altre cose sviluppa il browser Firefox; WordPress, una delle più importanti e diffuse piattaforme per gestire i blog; Good.is, apprezzato sito su innovazione e grafica; Twitpic, servizio per condividere le proprie foto tramite Twitter; Tucows, sito web per scaricare programmi in prova gratuita; e ancora siti molto celebri tra cui Vimeo, Tumblr, Flickr e decine di altri meno noti e di blog personali (ad esempio quello del celebre disegnatore del fumetto xkcd).