venerdì 20 gennaio 2012

Anonymous: vendica Megaupload e scoppia la guerra su Internet



Sono passate già un po' di ore dalla chiusura di Megaupload e di Megavideo da parte dell'FBI in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia Americano e questa azione ha lasciato uno scossone sul web. A muoversi contro la chiusura di Megaupload e di Megavideo è arrivata Anonymous attaccando e rendendo irraggiungibili i siti dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).

Ecco la lista completa dei siti attaccati o per i quali è stato annunciato l'attacco da parte degli Anonymous:

  • Department of Justice (Justice.gov)
  • Motion Picture Association of America (MPAA.org)
  • Universal Music (UniversalMusic.com)
  • Belgina Anti.Piracy Federation (Anti-piracy.be/nl/)
  • Recording Industry Association of America (RIAA.org)
  • Federal Bureau of Investigation (FBI.gov)
  • HADOPI law site (HADOPI.fr)
  • U.S. Copyright Office (Coopyright.gov)
  • Universal Music France (UniversalMusic.fr)
  • Senator Christopher Dodd (ChrisDodd.com)
  • Vivendi France (Vivendi.fr)
  • The White House (Whitehouse.gov)
  • BMI (BMI.com)
  • Warner Music Group (WMG.com)

Tutti siti governativi e di movimenti, associazioni, major per la tutela del Copyright. Manca la SIAE, ma evidentemente non siamo così importanti. Il web è in fermento e la prospettiva del SOPA di certo non aiuta, ma nonostante non sia entrata in vigore la norma i federali non ne hanno bisogno per entrare in azione.  Un fermento continuo che passa da Twitter a Facebook a Google+. L'ultimo attacco di Anonymous ha visto coinvolti più di 5.000 computer. Un vero e proprio esercito capace di mettere in ginocchio il Web. Una dimostrazione di "forza" a difesa della libertà di Internet. A seguito dell'attacco in Italia è stato messo offline il sito di Equitalia, ma non è ancora dimostrato una correlazione con il gruppo dei Anonymous. La guerra è iniziata ed è lontana da una fine. 

Ed intanto Megaupload prova a tornare online: è già pronto il nuovo dominio megavideo.bz anche se al momento non risulta raggiungibile e Google ha catalogato il sito come sospetto caso di phising.

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